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Un dato oggettivo è, difatti, che l’uomo della postmodernità è “obbligato” a vivere a stretto contatto con l’innovazione tecnologica. Tale sviluppo ha facilitato molti ambiti della vita sociale favorendo lo sviluppo di una comunicazione sempre più efficace ed immediata. Non ci sono più confini, non ci sono più limiti all’informazione, il motto è: si sa tutto di tutti nell’immediato. Da questa “ragnatela” mediatica si è poi sviluppata una modalità comunicativa estremamente veloce: 

“Il tempo che percepiamo oggi è esclusivamente quello presente. Ragioniamo solo in termini di adesso; lo trattiamo come il caffè istantaneo. Prima era strutturato in maniera più solida e le divisioni tra lavoro e riposo, tra momenti pubblici e privati, erano nette. Oggi sono incerte. E i social media hanno fatto molto per cambiare la nostra percezione del tempo e delle relazioni; in un attimo, se mi annoio, posso isolarmi durante una serata tra amici ed entrare in relazione con altri, virtuali, grazie a un telefono. La verità è che la rivoluzione nel modo di comunicare sta andando troppo veloce e le sue conseguenze non sono ancora chiare”. (Cit. Zygmunt Bauman).

Questo costante bombardamento mediatico di informazioni e di relazioni virtuali, rischia di compromettere la capacità di interiorizzare, di valutare adeguatamente tutto ciò che si ascolta e si legge. Altresì, il sapere diventa “sentito dire”, lasciando spazio a quella che oggi viene chiamata Fake news, una falsa notizia che non ha nessun fondamento bibliografico, sitografico, scientifico, capace di comprovarla: 

“Oggi se faccio una domanda a Google, molto probabilmente il numero di risposte che ottengo supererà i due o tre milioni, il che vuol dire che non sarò mai in grado di leggere tutte o anche solo immaginarne il contenuto. Se prima il problema era la mancanza di conoscenza, oggi è la sua sovrabbondanza”. (Cit. Zygmunt Bauman).

Tutto questo da una parte rappresenta una straordinaria opportunità di conoscenza, dall’altra sta al singolo riflettere su come concepire il proprio modo di approcciarsi e conoscere le cose: fittizio, superficiale o approfondito e accorto? A voi le riflessioni.

 

Suggerimenti bibliografici:

Bauman Z.: Vita Liquida, 2005.

Bauman Z.: Capitalismo Parassitario, 2009.

 

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